DDL BOLLETTE: una misura "Cosmetica"

Vito Palladino • 20 febbraio 2026

DDL Bollette: lo "sconto energia" è una misura cosmetica.

Ecco perché non cambia nulla per te

Il governo ha approvato il decreto energia tra grandi annunci, ma la realtà, numeri alla mano, è un'altra storia.

Nelle ultime settimane si è parlato molto del cosiddetto DDL Bollette, presentato dal governo come la grande svolta per abbassare il costo dell'energia per famiglie e imprese. Titoli, dichiarazioni, conferenze stampa. Poi, come spesso accade, è arrivato il momento di leggere i dettagli. E i dettagli, come sempre, cambiano tutto.


Partiamo dall'inizio: di cosa stiamo parlando?

Il decreto stanzia tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro e prevede misure sia per le famiglie che per le imprese. Suona bene. Ma proviamo a capire chi prende cosa, e quanto prende davvero.


Per le famiglie: tre categorie, tre situazioni diverse


1. Chi ha già il bonus sociale (ISEE fino a 9.796 €)

Questa è la fascia più tutelata. Chi riceve già il bonus sociale vede arrivare un contributo straordinario aggiuntivo di 115 euro annui direttamente in bolletta, senza fare domanda. Sommato al bonus sociale esistente (circa 200 euro), il beneficio totale arriva a 315 euro all'anno, pari a circa la metà della bolletta elettrica media annua di una famiglia in questa fascia.

È una misura concreta per chi ne ha più bisogno.

Ma Il problema è che si ferma qui.


2. Chi ha un ISEE fino a 25.000 € (ma non prende il bonus sociale)

Per questa fascia — il cosiddetto "ceto medio" — il decreto introduce una novità che sulla carta sembrerebbe interessante: uno sconto sulla componente "Prezzo Energia" applicato ai consumi del primo bimestre dell'anno, per un valore massimo di circa 60 euro.

Ma attenzione, perché ci sono tre paletti importanti:

Il tuo ISEE deve essere inferiore a 25.000 euro

I tuoi consumi non devono superare i 500 kWh nel bimestre (circa 3.000 kWh nell'anno precedente)

Lo sconto non è obbligatorio: i fornitori possono aderire su base volontaria.

In cambio ricevono un'attestazione utilizzabile... a fini commerciali.

In pratica, un bollino di marketing.

Tradotto: lo sconto potrebbe non arrivare affatto, dipende dalla buona volontà del tuo fornitore. E anche se arriva, vale al massimo 60 euro una tantum. Non ogni anno: per il primo bimestre, con delibera ARERA ancora da definire. I primi effetti si vedranno, nella migliore delle ipotesi, nell'estate 2026.


3. Tutti gli altri

Per chi non rientra in nessuna delle categorie sopra — la maggior parte delle famiglie italiane — il decreto non fa praticamente nulla. Le bollette continueranno a riflettere un sistema tariffario non riformato e prezzi dell'energia ancora ben al di sopra dei livelli pre-crisi (il gas costa oggi circa il doppio rispetto a prima della guerra in Ucraina).


Per le imprese: facciamo i conti veri

Il governo presenta la riduzione degli oneri di sistema come un vantaggio concreto per le aziende: 6,8 euro in meno per ogni megawattora consumato nel 2026, sconto poi destinato a ridursi ulteriormente negli anni successivi (4 euro/MWh nel 2027, appena 0,54 euro/MWh nel 2028).

Facciamo un esempio pratico, con i numeri veri.

Una piccola attività commerciale o artigianale — un bar, un negozio, un piccolo laboratorio — con un consumo annuo di 10.000 kWh risparmia in un anno:

10.000 kWh × 0,0068 €/kWh = 68 euro l'anno

Meno di 6 euro al mese.

A fronte di bollette che per quella stessa attività in alcuni casi, in base anche al fornitore, possono tranquillamente superare i 3.000-4.000 euro annui, parliamo di un risparmio inferiore al 2%.


Il governo ha anche annunciato che un artigiano o un piccolo ristoratore avrà riduzioni medie di "oltre 500 euro l'anno". Queste stime più ottimistiche includono altri interventi del decreto (sul gas, sugli oneri di trasporto, ecc.) che però si applicano solo ad alcune categorie specifiche e dipendono da delibere ARERA ancora in corso di definizione di tempi e modalità.

Il dato dei 68 euro è quello certo, quello che si applica a qualsiasi piccola impresa oggi, senza condizioni aggiuntive.


Il vero problema non viene toccato: la struttura della bolletta

Chi ci segue lo sa già: la bolletta italiana non è cara solo per il prezzo della materia prima. È cara perché è strutturata in modo da pesare comunque, anche su chi consuma poco, grazie a una componente di costi fissi e oneri di sistema che ormai valgono circa 11 miliardi di euro all'anno.

La riforma tariffaria del 2017 ha creato un paradosso: meno consumi, più pesano i costi fissi. Chi risparmia energia non risparmia in proporzione sulla bolletta: ci paga comunque la quota fissa, gli oneri di sistema, il canone di rete. Il decreto non tocca questa impostazione di fondo. E finché non la si tocca, nessuno sconto risolve davvero nulla.

Gli 850 milioni di sconti sugli oneri di sistema per le imprese sono un intervento parziale e soprattutto temporaneo, finanziato tassando di più le utility energetiche (l'IRAP per le società energetiche passa dal 3,9% al 5,9%). Tra un paio d'anni, salvo ulteriori interventi, si riparte da zero.


Il "disaccoppiamento" annunciato che non c'è

Il governo ha detto di aver fatto qualcosa di storico: disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas. Spieghiamo cosa significa e perché non è andata esattamente così.

Oggi in Italia (e in Europa), l'energia elettrica viene venduta a un prezzo che riflette il costo di produrla col gas, anche quando è prodotta dal sole o dal vento — che il gas non lo usano. Questo sistema gonfia artificialmente il costo dell'elettricità rinnovabile. Il vero disaccoppiamento richiederebbe una riforma del mercato a livello europeo.

Quello che il governo ha fatto è promuovere strumenti che aggirano parzialmente il problema:

I PPA (contratti diretti a lungo termine tra imprese e produttori di rinnovabili, a prezzo fisso concordato)

Una correzione sul meccanismo degli ETS (i crediti di emissione per le aziende inquinanti)

Un meccanismo anti-volatilità sul prezzo del gas (PSV), con un tetto di spesa di 200 milioni

Sono misure utili, alcune attese da tempo. Ma i loro effetti si vedranno tra anni, non in bolletta il mese prossimo. E nessuno di questi strumenti è un vero disaccoppiamento.


In sintesi: cosa cambia davvero per te



Famiglia con ISEE sotto 9.796€ +115€/anno in bolletta (automatico) ✅   

Famiglia con ISEE fino a 25.000€ Possibile sconto di ~60€ una tantum, se il tuo fornitore aderisce ⚠️   

Famiglia con reddito medio-alto Nulla nel breve periodo ❌   


Piccola impresa (10.000 kWh/anno) ~68€ di risparmio annuo, temporaneo ⚠️   

PMI Medio/grande Risparmi più significativi per ora solo in previsione, ma ancora temporanei e subordinati a delibere ARERA ⚠️   


Cosa puoi fare concretamente oggi

Il decreto non risolve i problemi strutturali del mercato energetico italiano. Le bollette resteranno care, e l'unica strada concreta per abbassarle davvero è conoscere la tua bolletta voce per voce: capire cosa stai pagando, perché lo paghi e se esiste una tariffa più adatta al tuo profilo di consumo.

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Autore: Vito Palladino 2 febbraio 2026
“Non è solo PUN o prezzo fisso. Nel 2026 aumentano voci di sistema che incidono su tutti, indipendentemente dal fornitore.” Tra l'ultimo trimestre 2025 ed il primo 2026 ci accorgiamo che anche non cambiando nulla del nostro modo di consumare ed a parità di tariffa di vendita della materia prima energetica, andremo a pagare di più a causa dell' aumento di Dispacciamento e Capacity Market , voci che Arera e Terna hanno aggiornato nostro malgrado in aumento e che graveranno in maggior modo sulle nostre bollette.
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Ogni anno, tra dicembre e gennaio, si ripete la stessa domanda. Il Canone RAI resta in bolletta? Quanto si paga? Come si toglie se non è dovuto e cosa fare se arriva doppio? TI SPIEGHIAMO TUTTO
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I" CORRISPETTIVI DI CAPACITÀ " sono stati introdotti già a gennaio 2022 da ARERA per remunerare le attività di TERNA SPA; L’obiettivo dell’applicazione di questo onere (secondo ARERA) è quello di spingere i consumatori a spostare il più possibile i consumi nell’arco di determinati giorni dell'anno, evitando concentrazione in determinati orari, che possano provocare sovraccarichi della rete; Per questo motivo Terna ha deciso di suddividere questo onere tra orari di: PICCO (quando il costo aggiuntivo è di circa 6,5 centesimi€/kWh ) e Fuori Picco (costo aggiuntivo aggiornato trimestralmente da Arera, che ad oggi è di 2,996 millesimi€/kWh ) Le ore totali dell’anno sono 8.760, suddivise per il Capacity Market in 500 ore di Picco concentrate soprattutto in giornate dei mesi di GENNAIO, FEBBRAIO e LUGLIO e le restanti ore di fuori picco pari ad 8.260 Si cerca in questo modo di invogliare le aziende a consumare meno in quelle 500 ore dell' anno di maggiore sovraccarico delle reti elettriche italiane;
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Sui mercati all’ingrosso Europei del Gas metano si è vista finalmente, nonostante la stagione pre-invernale, una discesa sotto soglie psicologiche importanti delle quotazioni sia nel breve che lungo termine. L'indice TTF è al momento (1 dicembre 2025) sotto i 30 €, con riflessi che potranno vedersi tangibilmente sulle bollette del mercato libero, in quanto questo rende possibili ribassi importanti rispetto ai picchi degli ultimi anni, se forniti in bolletta con la tariffa giusta. ASSIUM, l’associazione italiana degli Utility Manager, sintetizza così: “Inverno senza rincari, prezzi del gas in calo” . Tradotto: il contesto è favorevole per rinegoziare o cambiare offerta qualora non ne abbiate già una correttamente in linea con il mercato attuale, scegliendo tra fisso, variabile o formule miste in base ai propri profili di consumo abitudinali.
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